Mi capita, e mi è capitato un sacco di volte, di essere presente in situazioni dove vengono, in vari modi, messe in ridicolo le relazioni tra persone dello stesso sesso. La più recente due giorni fà, nella stessa sera prima una scherzando racconta di avere una storia lesbica segreta con un'altra, scatenando reazioni di risa e qualche smorfia di disgusto. La smorfia di disgusto è come un calcio allo stomaco. Poi un'altra, addirittura rivolgendosi a me come per cercare la mia approvazione, parla della sessualità ambigua di un tizio definendola sessualità disturbata e trovando me con un sorriso ebete stampato in faccia e un fuoco caldo che mi accendeva le guance.
Mi dico che sono troppo dura nelle mie reazioni a questo genere di discorsi e di essere più comprensiva verso chi non conosce, chi non è minimamente in contatto con questa cosa e che quindi facilmente può deriderla, o non capirla, o interpretarla nel modo sbagliato. Ma non ci riesco, e mi resta il sentimento di delusione profonda, che mi allontana e mi fà scadere le persone fin sotto i piedi. Mi diverto a sognare ad occhi aperti una me diversa, che, spavalda e coraggiosa, chiude la bocca a quelle faccette disgustate con una frase del tipo "Non è che faccia proprio così schifo, ve lo assicuro io che l'ho provato". Dovranno passare 100 anni prima che riesca e fare una cosa del genere, nel frattempo spero di trovare altre soluzioni alla frustrazione di quei momenti.
