E' in crisi con il fidanzato.
Premessa: Non è che in questi mesi ci siamo un pò riavvicinate, no, siamo semmai sempre di più alla frutta.
Sabato, il giorno che è scoppiata la bomba tra di loro, mi chiama singhiozzando e disperata mi chiede aiuto. Provo ad ignorare i miei stati d'animo contrastanti che andavano dal dispiacere per questa sua difficile situazione al disagio che mi provocava tale richiesta d'aiuto, e tento di rendermi disponibile: ascolto, ci ragiono, cerco parole confortanti, infine chiudo e mi ritrovo senza sentimenti, vuota e strana. Poi dinuovo: messaggi dove mi scrive che sta male, dove mi chiede quando ho un minuto libero per parlare un pò, ma io li ignoro. Sì, li ignoro, li ignoro perchè non ce la faccio proprio a trovare la voglia, il cuore, l'empatia per rispondere, per esserci. In nessun modo forse, ma di sicuro non nel modo caldo e speciale che era. Quello non c'è più, c'è la rabbia al suo posto e non saprei come potrebbe essere diversamente. Non abbiamo più un rapporto, uno scambio nemmeno minimo, quel poco che ci sentiamo è sempre e solo per parlare di lei, senza che a me venga dedicata nemmeno la decenza di un come stai per educazione. Come può aiutarla, confortarla la mia rabbia? Io non ho altro da offrirle, al momento. Cosa vuole chiedere a questo rapporto che è piegato dai colpi? Quando andrebbe solo approcciato in punta di piedi, senza pretese, solo curato dalle sue ferite con pazienza e amore.
Non ci sarò e mi farà male, ma non ho alternative. Le recitine le lascio a lei che a me non sono mai venute bene.
