Apprendo con orrore dell'ennesimo atto di violenza ai danni di un povero ragazzo di 18 anni, accoltellato dal padre perchè gay. Solo una settimana fà leggevo della ragazza lesbica scampata per miracolo all'accoltellamento tentato dalla madre. Un escalation di violenza a dir poco preoccupante in quest'ultimo periodo, certamente imputabile ad un clima omofobo dilagante nella nostra società. Di cui nessuno si occupa, se non per alimentarlo e mi riferisco a buona parte della classe politica e alla chiesa. Poi quando succedono fatti come questi tutti in prima linea a condannarli - ammesso che decidano di parlarne. Ma quando si tratta di fare leggi che ci tutelino, di riconoscerci i nostri diritti, di fare veramente e praticamente qualcosa per mandare al mondo il messaggio che esistiamo e non siamo nè malati, nè pervertiti, nè contronatura, nè pericolosi, nè una minaccia per nessuno, tutti a fare dietro front e a dire "ma..però...non si può.." E allora non ci meravigliamo che accadano ancora, nel 2008, episodi da medioevo come questi, perchè siamo comandati e manovrati tutti i giorni da chi ci vuole così, così terribilmente razzisti, spaventati, prigionieri dei nostri dogmi. Lontani anni luce dal giorno in cui le diversità verranno considerate fonte di ricchezza e non di paura, come spontaneamente, per nostra natura, ci verrebbe normale di fare..
Al mio amore è arrivato per email questo brano di Tocqueville del 1840 ma che è di un'attualità impressionante. Lo rigiro qua.
"....Può tuttavia accadere che un gusto eccessivo per i beni materiali
porti
gli uomini a mettersi nelle mani del primo padrone che si presenti loro. In
effetti, nella vita di ogni popolo democratico, vi è un passaggio assai
pericoloso. Quando il gusto per il benessere materiale si sviluppa più
rapidamente della civilità e dell'abitudine alla libertà, arriva un momento
in cui gli uomini si lasciano trascinare e quasi perdono la testa alla
vista dei beni che stanno per conquistare. Preoccupati solo di fare fortuna, non
riescono a cogliere lo stretto legame che unisce il benessere di ciascuno
alla prosperità di tutti. In casi del genere, non sarà neanche necessario
strappare loro i diritti di cui godono: saranno loro stessi a privarsene
volentieri... Se un individuo abile e ambizioso riesce a impadronisrsi del
potere in un simile momento critico, troverà la strada aperta a
qualsivoglia sopruso. Basterà che si preoccupi per un po' di curare gli interessi
materiali e nessuno lo chiamerà a rispondere del resto. Che garantisca
l'ordine anzitutto! Una nazione che chieda al suo governo il solo
mantenimento dell'ordine è già schiava in fondo al cuore, schiava del suo
benessere e da un momento all'altro può presentarsi l'uomo destinato ad
asservirla. Quando la gran massa dei cittadini vuole occuparsi solo dei
propri affari privati i più piccoli partiti possono impadronirsi del
potere.
Non è raro allora vedere sulla vasta scena del mondo delle moltitudini
rappresentate da pochi uomini che parlano in nome di una folla assente o
disattenta, che agiscono in mezzo all'universale immobilità disponendo a
capriccio di ogni cosa: cambiando leggi e tiranneggiando a loro piacimento
sui costumi; tanto che non si può fare a meno di rimanere stupefatti nel
vedere in che mani indegne e deboli possa cadere un grande popolo".
Tratto da De la démocratie en Amerique di Alexis De Tocqueville, 1840.
Dopo quasi tre settimane di assenza finalmente decido di ritornare a prendermi il mio spazio qua, luogo che, proprio in questi giorni, mi si è mostrato con una nuova faccia, una nuova forza, regalandomi voci e risate, laddove avevo parole, visi e sorrisi da scambiare con la fantasia. Un regalo prezioso, che ha avuto il volto di una domenica un pò soleggiata e un pò piovosa, e di tre donne mai viste prima che mi venivano incontro con la voglia di conoscermi, stringermi la mano e guardarmi negl'occhi. L'imbarazzo e l'emozione di trovarsi faccia a faccia con qualcuno che da mesi leggevo, cercavo e conoscevo, la scoperta di avere davanti a me esattamente tutto quello che avevo sempre letto, immaginato e sperato. La voglia di stare insieme, di raccontarsi, di confrontarsi, di conoscersi ancora un pò, di rincontrarsi, di rivedersi presto. Progettare cose nuove da fare insieme, immaginarsele tra risate, passeggiate, bei paesaggi, buon cibo e buon vino. E che oggi mi lascia addosso questa bella sensazione che sa di nuovo che sa di buono e che ha a che fare con quel bisogno che lo scorso Novembre mi ha portata, timida ma piena di speranza, per la prima volta qui. Così da farmi venire ora la voglia di dire grazie a questo blog che, almeno ad oggi, mi ha mostrato solo la sua parte migliore.