C'è un concetto ultimamente che mi manda in bestia, ossia quello che quando un omosessuale parla della propria vita sentimentale, facendo riferimento apertamente alla sua natura, alle sue preferenze sessuali OSTENTA.
ostenta?!!
Ma cosa vuole dire???!!!
Se, in un qualsiasi discorso, dove magari non si sta parlando di relazioni, amore, sesso, quello fa uscire il fatto di essere gay, di avere un fidanzato o una fidanzata dello stesso sesso, ha detto qualcosa che non era necessario nella conversazione, ha OSTENTATO la sua omosessualità. Seguendo questa logica allora io dico che sono gli eterosessuali i primi ad ostentare di essere eterosessuali, che ne parlano ovunque e con chiunque. Dal giornalaio mentre comprano il giornale e parlano della moglie che è a casa e sta preparando il pranzo, in treno con il vicino di posto a cui raccontano di avere tre figli e tutto il peso della casa perchè il marito non collabora, mentre fanno la spesa e comprano il gongorzola di cui non possono sentire nemmeno l'odore ma è per il fidanzato che invece ne va matto...E così via, e nessuno si lamenta perchè è normale che sia così. E infatti è normale che sia così, e dovrebbe essere normale anche se lo facesse uno che non vive non ama non ha sposato qualcuno del sesso opposto. E invece no, in quel caso non c'è bisogno di dire, anzi è bene non dire, non mostrare, in una parola NASCONDERE. Che così fa stare bene, non scomoda, non sciocca.
Quello che mi fa più arrabbiare è che questa idea è molto radicata nelle teste delle persone, anche in quelle che si dicono aperte e tolleranti, anche in quelle degli stessi omosessuali, o almeno di una buona parte di essi.
Ho un'amica che tempo fa si è trovata a casa di un'altra sua amica dove una ragazza lesbica si stava sfogando con lei perchè appena mollata dalla ragazza. La mia amica che si è beccata tale sfogo me lo commenta così "che palle! sarai lesbica solo te al mondo!" Ma cosa significa? Se fosse stata lasciata lei dal suo fidanzato se ne parlerebbe a giornate intere ed io allora in quel caso che dovrei dire "Sarai etero solo te!" E questa è una tra le poche amiche che ho ad essere al corrente della mia vita sentimentale e che ci appoggia e ci sostiene.
Io credo che gli omosessuali che "ostentano" siano in realtà delle persone libere, senza pregiudizio, nè vergogna, che parlano di sè come fanno tutti, senza nascondersi, con un bel coraggio. Spero di arrivare presto ad essere anche io così, perchè io che non "ostento" so quanta energia questo mi richieda, e trovo che non sia affatto giusto.
Che rabbia!
Ieri è passato al senato il pacchetto sicurezza, una schifezza totale degna della più destra delle destre. Unico lato positivo: l'emendamento sull'omofobia, che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. E invece no, niente per cui essere sollevati, oggi vengo a sapere che il nostro meraviglioso Ministro di grazia e giustizia dice che quell'emendamento va eliminato, perchè senò per lui è crisi, e fa cascare il governo. Che vero duro che è lui!
Iniziative contro l'omofobia sono presenti in tutta Europa, solo da noi si grida allo scandalo, è certo! i primi omofobici sono loro!! La verità è che ciò che conta in italia è sottostare ai ricatti di una chiesa senza amore, piuttosto che rendere questo paese più civile, e più vivibile, dove migliaia di ragazzini spaventati e ricattati possano diventare più forti, e gli sbruffoni, poveri imbecilli più deboli.
Passo e chiudo, che son troppo inc***ta!
Sono triste e arrabbiata. Con me stessa prima di tutto.
Abbiamo avuto una discussione oggi, l'ennesima, e per l'ennesima volta per lo stesso motivo: scappo dalla gente. Sprofondo mentre lo dico tanto me ne vergogno, eppure non riesco a fare diversamente. E' più forte di me , mi è tanto più facile scappare che indossare quella maschera, e stare tesa, sempre sull'attenti, armi alla mano, pronta a difendermi da chissà quale attacco. C'è stato anche qualche attacco, non in mia presenza, è toccato a lei poveretta che ha balbettato qualcosa arrossendo.
E mi sento un'idiota e una bambina, quando ho invece 32 anni e dovrei infischiarmene altamente di che cosa la gente pensa e degli eventuali commenti infelici. Me lo dico che devo essere forte, coraggiosa, fiera di quella che sono, serena e tranquilla, mi illudo quasi, a momenti, di essere cresciuta, di avere fatto notevoli passi in avanti. poi invece puntualmente succede che mi devo ricredere, che mi sento minacciata da tutto, anche da un coglione che per me non conta NIENTE, anzi meno di niente. Ma in quel contesto diventa determinante perchè potrebbe (nel mio cervello bacato e paranoico) arrivare anche a compromettermi sul lavoro, quando lui e il mio lavoro sono due mondi distanti. Eppure tutto si intreccia nella mia fantasia, secondo una sequenza di "se" praticamente irrealizzabili.
E la cosa che mi rende più triste è di mostrarmi così fragile a lei, che avrebbe bisogno di una persona forte al suo fianco, di una persona che non prova vergogna perchè non ha niente di cui vergognarsi.
Che palle!