Lontana dalla mia città (perchè purtroppo se non fosse stato così devo ammettere che non sarebbe successo..), in compagnia del mio amore e di una cara amica, sono andata in un locale gay per donne.
Sono entrata provando un misto di timidezza e paura, ho preso da bere e mi sono seduta ad un tavolino. Mi sono guardata intorno e mi sono sentita subito bene. Nessuno shock, nessuno sconcerto, solo il cuore che mi si riempiva via via di gioia. C'erano donne carine e bruttine, femminili e più mascoline, vestite eleganti e sportive, curate nel look e un pò trasandate, con i capelli corti e con i capelli lunghi, alte e basse, magre e grasse, esattamente come le trovi dappertutto. Tutte libere , libere di essere quello che sono.
Per una come me, che ha sempre e solo frequentato locali dove l'omosessualità non è visibile, entrare in un posto così e vedere tante donne insieme libere di essere quello che sono, rappresenta una rivoluzione meravigliosa per gli occhi e per il cuore. Essere improvvisamente circondata da tante persone omosessuali mi ha dato una piacevole sensazione di sollievo, permettendomi di comportarmi con disinvoltura con la mia ragazza, di baciarla, tenerla per mano, guardarla negl'occhi con amore, una cosa che ci succede solo tra le 4 mura domestiche.
Ho provato una sensazione di totale liberazione, come se la repressione di cui ero vittima da anni mi avesse abbandonata finalmente del tutto.
Tempo fa credevo di non aver bisogno di andare in locali così, lo ritenevo fosse come ghettizzarsi, nè credevo fosse importante avere amici omosessuali, quando ne ho già tanti eterosessuali. Ora capisco invece quale valore aggiunto porterei alla mia vita se mi circondassi un pò anche di gente con cui poter più liberamente condividere quella parte di me troppo a lungo repressa e rifiutata.
Esco da anni di letargo e scopro un mondo bellissimo.
Per paura e per ignoranza, mia, e di una società retrograda e razzista , mi son tenuta lontana dalla cultura dell'omosessualità che a tutti è negata e che te la devi andare a cercare fino sotto i sassi. Quando ho deciso che era giunto il momento di cambiare, che dovevo entrare in contatto con quel mondo per conoscerlo e per conoscere meglio me, è stato come rinascere.
Ho iniziato leggendo libri, il primo, il più importante, che consiglerò sempre e a chiunque (etero anche) è "PIU' CHE AMICHE" - manuale di auto aiuto per donne che amano le donne- di una giornalista spagnola , Jennifer Quiles. Poi sono venuti "Scritto sul corpo" e "Non ci sono solo le arance" della Winterson, uno dei tanti "principesse azzurre" non ricordo quale, forse perchè non l'ho apprezzato particolarmente (credo esclusivamente per un fatto di età), e "la pioggia prima che cada" di Coe.
Ho cercato i film, il primo, e anche qui il più bello, Women, che tratta di tre storie di amore al femminile ambiantate in tre periodi diversi del secolo scorso. Poi "Due ragazze innamorate", "Fucking amal", "Imagine me and you", "Cuori nel deserto", la serie televisiva "l world" e quel documentario bello e intelligente che è "i viaggi di nina".
Tutti, da quello che mi è piaciuto di più a quello che mi è piaciuto di meno, sono stati importanti e determinanti , hanno segnato l'inizio di un percorso che non può più arrestarsi e che mi porterà a vivere più serenamente e autenticamente la mia vita.
In ultimo è arrivato internet dove ho trovato tantissime donne che amano le donne come me, ed è bello quello che mi fanno sentire, che ha che fare con la solidarietà e la libertà.
Un bacio a tutte.
Questo blog nasce dalla necessità di parlare di me , dopo anni di isolamento, sotterfugio e segreto, di conoscere e farmi conoscere , di condividere idee, pensieri e pezzi di vita mia.
Vivo da anni una relazione con una donna bellissima che mi rende molto felice. Una relazione di cui quasi nessuno sa niente perchè entrambe incastrate dalle paure di chi vive qualcosa di poco accettato, poco conosciuto, facilmente vittima di pregiudizi e razzismi. Noi per prime vittime del nostro stesso pregiudizio, che oggi decidiamo di affrontare per iniziare a vivere come ci meritiamo.
Ho tutto il diritto di raccontarmi, di farmi conoscere. Ho tutto il diritto di tornare ad essere libera.
e decido di partire da qui.